Confartigianato - Comunicati
18/02/2014

Senza impresa non c’è Italia

La mobilitazione nazionale delle imprese a Roma
 
Sessantamila imprenditori in piazza per ribadire le ragioni della piccola impresa. Una pacifica invasione di Piazza del Popolo, a Roma, per ascoltare le richieste alla politica dei presidenti delle cinque associazioni di commercio e artigianato, che si riconoscono in Rete Imprese Italia.
Il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti: “nel nostro Paese operano 1.407.768 imprenditori artigiani, il 2,4% dell’intera popolazione italiana. Una piccola percentuale, ma la cui mancanza determinerebbe enormi effetti sulla nostra quotidianità: dall’alimentare all’artigianato di servizio, giornalmente ogni cittadino entra in contatto con un gran numero di imprenditori. Senza dimenticare l’impatto sul “sistema Italia”: il valore aggiunto diminuirebbe di 166.449 milioni di euro, pari a un calo del 12% - peggio dell'effetto delle due recessioni 2008-2009 e 2012-2013; il buco di Pil  sarebbe equivalente a quanto prodotto dalle economie di Veneto e Trentino-Alto Adige messe insieme. Il made in Italy perderebbe un apporto del 9,1%, pari a 33.905 milioni di euro ed equivalente alle esportazioni di Toscana e Umbria messe insieme. Considerando senza lavoro il milione e mezzo di dipendenti dell'artigianato, il numero di disoccupati aumenterebbe del 51,2% e il tasso di disoccupazione passerebbe dall'11,3% al 18% aumentando di 6,7 punti. Da pochi dati emerge chiaramente come l’artigianato sia un punto fermo per l'economia italiana.” 
Rete Imprese Italia ha deciso di dare un segnale forte: manifestare per ribadire che “senza impresa non c'è Italia”. Una mobilitazione per chiedere interventi che ridiano impulso al mondo produttivo, oggi vittima di un fisco sempre più vorace, di un apparato burocratico elefantiaco e di un sistema politico troppo concentrato su giochi di potere interni alla struttura partitica, piuttosto che sull’introduzione di politiche realmente efficaci. Merletti ha chiarito: “abbiamo scelto la mobilitazione di piazza non per cercare scontri o lanciare anatemi senza costrutto, ma per alzare il tono della protesta, per far sentire e far passare le proposte di chi ogni giorno lotta per non dover cessare l’attività, proposte serie, pragmaticamente finalizzate a migliorare la vita delle imprese, a far ripartire lo sviluppo del Paese, a dare fiducia e speranza a chi produce. Dare voce al disagio per avere effetti positivi sulla vita delle imprese: questa è la finalità della manifestazione. Da questa giornata Confartigianato vuole ottenere risultati tangibili per le questioni che bloccano la competitività del Paese, fisco e burocrazia in primis, ma anche, con egual urgenza credito, giustizia e una riforma dello Stato, con decisi tagli alle spese.”
In un mondo in cui ogni giorno vengono abbattuti nuovi steccati, artigiani e commercianti hanno voluto partecipare a questo evento di rivendicazione, per far capire che le piccole imprese sono piccole solo se sono prese da sole o in modo polverizzato, ma acquistano forza quanto più sono unite e si muovono insieme. Una giornata di protesta e di proposta di soluzioni, ma anche una giornata per ribadire l’orgoglio di essere la spina dorsale dell’Italia e dell’Europa. E anche una importante giornata di comunicazione, certamente alle istituzioni, ma soprattutto al Paese, sul cosa siano le piccole imprese e di cosa potrebbe accadere se non ci fossero.”
 
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