Confartigianato - Comunicati
13/05/2014

Le proposte di Confartigianato ai candidati alle amministrative

 Ripartire dalla micro e piccola impresa per rilanciare l’economia romagnola

 
Le elezioni amministrative 2014 rappresentano un momento di particolare rilievo della storia del nostro territorio, perché cadono in una fase in cui le riforme costituzionali stanno ridisegnando l’assetto del governo locale.
La direzione intrapresa è quella di un superamento dei confini provinciali per la creazione di un territorio romagnolo che segua logiche di area vasta, come già sta avvenendo per la sanità e i trasporti, voci significative del bilancio regionale. Un obiettivo pensato per migliorare l’efficienza, ridurre gli sprechi e introdurre economie di scala, necessarie per far fronte ai minori trasferimenti da parte del governo centrale. Ciò che diviene fondamentale in questo nuovo scenario è il ripensamento dell’amministrazione territoriale, superando i campanilismi a favore di un disegno più ampio, provinciale e romagnolo. 
Il nostro comprensorio è sempre stato caratterizzato da localismi, che hanno rallentato lo sviluppo di progetti integrati, situazione non più tollerabile, in quanto, in assenza di una visione d’insieme, la provincia di Forlì-Cesena rischia di essere il fanalino di coda della Romagna, schiacciata tra Ravenna e Rimini.
Proprio per questo, le proposte contenute nel documento che Confartigianato sottopone all’attenzione dei futuri amministratori sono pensate per il rilancio del sistema produttivo locale, parte di un’economia romagnola che, solo se frutto di uno piano complessivo, potrà evitare la penalizzazione delle realtà più decentrate.
L’economia dei quindici comuni del forlivese è caratterizzata dalla piccola impresa – che copre molteplici settori, dall’artigianato di servizio alla metalmeccanica – oggi fortemente in difficoltà, anche a seguito della crisi che, dal 2008, funesta i mercati mondiali. Un territorio che da sempre è stato ai vertici delle classifiche sulla qualità della vita e per il benessere diffuso, che, tuttavia, negli ultimi tempi ha evidenziato segnali di difficoltà, troppo frequentemente inascoltati.
Confartigianato auspica che ogni azione avviata per rendere maggiormente competitivo e attrattivo il nostro territorio dall’innovazione, alle reti di imprese, sino al nodo del credito, tenga conto della naturale vocazione di realtà imprenditoriale diffusa e non da modelli astratti, senza trascurare l’importanza di eccellenze industriali, che possano fungere da volano per le imprese di minori dimensioni, anche nella creazione di relazioni commerciali con l’estero.
I temi trattati nel documento sono sintetizzati nel manifesto in sette punti che riepiloga le priorità per le aziende per continuare a operare, garantendo posti di lavoro e ricadute economiche sul territorio. Obiettivi chiari, dalla riduzione della tassazione locale, allo snellimento delle procedure burocratiche, dalla lotta all’abusivismo alla centralità del welfare, dall’efficientamento delle infrastrutture, alla progettazione del futuro, immaginando grandi opere che, al pari della diga di Ridracoli o al campus universitario, costituiscano un’opportunità per tutto il comprensorio. 
Non una lista di desideri, ma progetti concreti per aiutare la piccola impresa, motore del nostro sistema economico, a superare le secche della crisi, in attesa dell’auspicata ripresa.
 
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