Confartigianato - Comunicati
25/09/2012

Srl a un euro, opportunità o illusione?

Il vicesegretario Marco Valenti esprime perplessità sulla novità del Decreto Crescita

 

Il Decreto Crescita prevede l’opportunità per i giovani sotto i trentacinque anni di costituire una Srl a un euro. L’innovazione è stata presentata come una rivoluzione che consentirà a tanti giovani di affacciarsi nel mondo del lavoro autonomo a condizioni agevolate. Marco Valenti vicesegretario di Confartigianato Forlì commenta “la portata di questa cosiddetta rivoluzione è dubbia, soprattutto per quanto attiene alla gestione ordinaria dell’attività lavorativa.”

Chiarisce Valenti “la legge stabilisce la possibilità di costituire una Srl semplificata con un contratto o atto unilaterale di persone fisiche che non abbiamo compiuto i 35 anni di attività alla data della costituzione. Deve essere redatto un atto pubblico in conformità al modello individuato dal decreto ministeriale e non sono richiesti oneri notarili, imposte di bollo o spese di segreteria. È prevista poi la possibilità di costituire una Srl a capitale ridotto con atto unilaterale tra individui che abbiano compiuto i 35 anni di età alla data di costituzione, in questo caso però le spese sono quelle  previste per le Srl ordinarie. In entrambi i casi il capitale sociale non può essere inferiore a 1 euro né superiore a 10mila euro e può essere interamente versato nelle mani degli amministratori.” Continua il vicesegretario “il vantaggio rilevato nello scegliere una delle due tipologie di società consiste nel non pagare gli oneri notarili di costituzione che, francamente, non si ritenevano, né si ritengono, determinanti nella scelta di avviare un’attività imprenditoriale e nell’avere immediatamente a disposizione il capitale sociale per coprire le prime spese aziendali.”

Per il resto, così come è specificato nell’articolo di legge, le società sono soggette alle disposizioni del Codice Civile in materia di Srl e quindi all’obbligo di tenere la contabilità ordinaria, o di deposito del bilancio alla Camera di Commercio.

Continua Valenti “il vero problema che potrebbe sorgere è quello del credito. Un capitale così esiguo e non vincolato rappresenta sicuramente un ostacolo per l’accesso al credito e per l’apertura di rapporti bancari, con conseguente e inevitabile impegno personale dei soci a garanzia delle operazioni necessarie per la normale gestione finanziaria della società. Viene da chiedersi, la montagna ha partorito un topolino?”

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