Confartigianato - Comunicati
29/09/2012

Il lavoro in tempo di crisi

 COMUNICATO STAMPA

 

 I giovani pagano il prezzo più alto

Il lavoro in tempo di crisi

Confartigianato scatta la fotografia alla situazione del lavoro in Italia: a fronte di una tenuta dell’occupazione (i 23.025 mila occupati a fine luglio 2012 sono pressoché invariati rispetto a un anno prima), esplode il numero dei disoccupati (+33,6%): in dodici mesi la disoccupazione lievita al ritmo di 1.900 persone in cerca di lavoro, al giorno. In sintesi è cresciuta la propensione degli italiani a offrirsi, ma tale incremento ha solamente alimentato il bacino della disoccupazione, dato che il mercato non è stato in grado di assorbire le unità aggiuntive, facendo registrare il record del tasso di crescita della forza lavoro degli ultimi sette anni. Dall’inizio della Grande recessione del 2008-2009, all'estate 2012 si contano 514 mila occupati in meno. Conseguentemente è in aumento la preoccupazione delle famiglie per la disoccupazione: a fronte di un andamento calante della fiducia dei consumatori, ad agosto 2012, quasi tre consumatori su quattro (72,8%) dichiaravano attese per un incremento della disoccupazione: si tratta del valore più elevato registrato negli ultimi diciassette anni.

Chiarisce il segretario di Confartigianato Forlì Roberto Faggiotto “dai dati in nostro possesso, emerge in modo evidente come la sequenza che ha avuto inizio con la pesante recessione del 2008-2009, passando per la debole ripresa del 2010-11 sino alla recessione ancora in corso del 2012, abbia colpito pesantemente il mercato del lavoro in Italia: rispetto al massimo di aprile 2008 gli occupati - al netto della stagionalità - sono diminuiti di 514 mila unità.” Nei primi sette mesi del 2012 la Cassa Integrazione Guadagni è salita dell’8,8%; con una percentuale leggermente inferiore nell’artigianato (+6%), superando il miliardo di ore (1.024.659.694). Nell’ultimo anno sono state autorizzate 62,9 ore di CIG per dipendente, un valore superiore ai precedenti picchi del 1993 (37,7) e del 1984 (60).

Continua Faggiotto “il calo dell’occupazione ha colpito duramente soprattutto i giovani: in quattro anni il tasso di disoccupazione generale è salito di 3 punti, mentre quello dei giovani under 25 è balzato in avanti del triplo attestandosi a 13,2 punti. Dato aggravato dalla scarsa propensione degli studenti ad abbinare al percorso di studio esperienze lavorative; solo il 3,7% dei ragazzi infatti si avvicina al mondo produttivo mentre è ancora impegnato nel corso di studi, un’opportunità di maturare competenze che potrebbero rappresentare un elemento d’interesse per potenziali datori di lavoro.”

 

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