Confartigianato - Comunicati
07/03/2015

Classificazione rifiuti, l’ennesima beffa per le imprese

 “Le nuove norme in materia di classificazione dei rifiuti recentemente entrate in vigore dimostrano con chiarezza che Governo e Parlamento non valutano gli effetti sulle imprese dei provvedimenti adottati.” Alberto Camporesi, responsabile del servizio Ambiente e Sicurezza di Confartigianato Forlì, condensa in poche parole l’amarezza e lo scoramento degli imprenditori associati. “La nuova disciplina, che dilata a dismisura il perimetro dei rifiuti considerati pericolosi, facendo lievitare i costi di gestione e smaltimento degli stessi, risulta quanto mai intempestiva, considerato che, a giugno, queste regole verranno nuovamente soppiantate dalle nuove direttive in materia imposte dall’Unione Europea.” 

Camporesi ha raccolto lo sfogo degli associati che si chiedono quale beneficio possa apportare la nuova normativa, che, entro pochi mesi  dovrà essere nuovamente cambiata. La risposta è palese: non solo determina un nuovo appesantimento per le imprese, ma rende ancora più complessa una disciplina già di per sé intricata. Continua Camporesi “il caso è diventato evidente in sede di conversione in legge del Decreto Competitività, che ha dato attuazione al nuovo sistema di classificazione. Nonostante le pressioni esercitate da tutte le associazioni di categoria, Governo e Parlamento non sono intervenuti in tempo per bloccare l’entrata in vigore delle nuove norme. Per risolvere la vicenda, infatti, bastava concedere uno slittamento dei termini così da far coincidere la data di entrata in vigore del sistema con quella di debutto delle nuove norme europee, che tra l’altro, sono praticamente sovrapponibili a quelle già vigenti da tempo in Italia. In questo modo, le imprese non sarebbero state costrette a un nuovo salasso, la tutela dell’ambiente sarebbe rimasta prioritaria e le Istituzioni avrebbero comunque garantito la vigilanza sul tema.” La situazione è ancora in evoluzione. “Il Ministero dell’Ambiente sta lavorando per porre rimedio all’accaduto, forse un decreto ad hoc, o magari una proroga da inserire in qualche norma in itinere. Un intervento indispensabile per porre un freno all’impatto devastante della nuova normativa soprattutto su settori come l’edilizia, già provati dalla crisi. Materiali di scarto come i calcinacci, finora destinati alle discariche comunali, sono stati assimilati a rifiuti pericolosi e come tali devono essere trattati, perché l’assunto della norma è che se non si può dimostrare, attraverso analisi accurate, che un rifiuto è innocuo, automaticamente viene considerato a rischio.” Una situazione paradossale. “Tra Sistri e gas Fluorurati, solo per citare due tra le svariate iniziative in ambito ambientale che stanno causando non pochi problemi alle attività produttive, le imprese si trovano a combattere con leggi sempre più complesse. Inutile auspicare la ripresa se poi si rende la vita degli imprenditori impossibile, con un mostro burocratico sordo alle ragioni delle imprese e di certo non rispondente a logiche di tutela del benessere della collettività.”
 
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