Confartigianato - Comunicati
05/08/2015

Effetto crisi sulle vacanze

Il turismo​,​ in Italia​,​ beneficia dell’appeal esercitato dal Bel Paese sugli stranieri: nell’ultimo anno il loro numero è aumentato dell’1,8% e costituiscono il 49,6% delle presenze turistiche. In controtendenza i connazionali che hanno scelto di rimanere in patria per trascorrere le vacanze, in calo dell’0,5%. Confartigianato, alla vigilia dell’esodo di ferragosto, ha misurato l’andamento dei flussi turistici e l’effetto della crisi sulle vacanze. Marco Valenti vicesegretario di Confartigianato Forlì illustra i dati finora raccolti “accanto a una lieve, ma positiva, crescita del turismo di uno 0,6% rispetto all’anno precedente, si evidenzia che nella metà dei casi (49,6%) si tratta di visitatori provenienti dall’estero. Una percentuale che colloca il nostro Paese al secondo posto nell’Unione Europea, dopo la Spagna, per quota di turisti stranieri ospitati sino ad aprile 2015.” 
Ma l’Italia conquista il primato tra i Paesi europei per le presenze concentrate da giugno a settembre 2014: il 16,1% del totale Ue, davanti a Francia (15,9%) e Spagna (14,3%). Nella classifica delle regioni che hanno visto la maggiore presenza turistica l’Emilia Romagna si colloca al quarto posto​,​ dopo Veneto (16,3% del totale), Trentino Alto Adige (11,8%) e Toscana (11,3%). Le città più visitate sono Venezia (9% del totale delle presenze turistiche), Bolzano (7,7%), Roma (6,8%) e Rimini (4,1%). A propiziare l’afflusso turistico estero in Italia è anche il cambio favorevole di alcune valute rispetto all’euro. I più favoriti sono gli statunitensi, gli inglesi, gli svizzeri. Penalizzati invece i russi e i brasiliani. Per Valenti​,​ la crescita del turismo internazionale è un forte traino anche per le attività imprenditoriali connesse al turismo, tra le quali operano 212.691 imprese artigiane, con una larga prevalenza dei settori ​della moda, ​dell'​agroalimentare e ​dei ​trasporti. “Il turismo è uno dei cardini della nostra economia,​ è​ indispensabile intensificare gli sforzi per rilanciare lo sviluppo, rinvigorire i consumi delle famiglie, restituire competitività all’offerta turistica e valorizzare le eccellenze del made in Italy che ci hanno resi famosi nel mondo: manifattura, ambiente e cultura.” La rilevazione indaga anche l’effetto della crisi sulle vacanze degli Italiani​;​ soltanto il 24% dei nostri connazionali dichiara che la crisi non influisce sui programmi per le ferie. Nel dettaglio, il 28% andrà in vacanza ma spenderà meno, il 13% non partirà, il 12% ne accorcerà la durata e l’8% sceglierà un periodo diverso da quello consueto. Per quanto riguarda la destinazione, il 52% delle famiglie italiane progetta di trascorrere la vacanza principale del 2015 in Italia, il 19% pensa di visitare a una meta europea e il 15% è intenzionata a organizzare un viaggio al di fuori dell’Unione Europea.
 

 

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