Confartigianato - Comunicati
07/08/2015

Edilizia, la ripresa si fa attendere

 

 
Una cartina di tornasole della solidità della ripresa dell'economia italiana è data dall’andamento del settore delle costruzioni nel quale opera il 38,6% dell'artigianato e che purtroppo continua a vivere una situazione difficile. Marco Valenti, nella duplice veste di vicesegretario di Confartigianato Forlì e responsabile del comparto costruzioni, spiega “la crisi non molla, come evidenzia l’ultima rilevazione del nostro ufficio studi: l’indice di attività dell’edilizia segna una flessione del 3,3% su base annua, gli investimenti sono diminuiti del 2,2% rispetto al primo trimestre dell’anno scorso e il valore aggiunto è calato dell’1,6%. Negativo anche il valore delle compravendite immobiliari che nei primi tre mesi dell’anno registrano una diminuzione del 3,4%. Dal rapporto emerge un quadro a tinte fosche, costellato da segni negativi per quanto riguarda le imprese e l’occupazione: nel primo trimestre 2015 il numero delle aziende di costruzioni è calato dell’1,4% e gli occupati hanno visto una diminuzione dell’1,2%. Complessivamente da marzo 2008 a marzo 2015 le costruzioni hanno perso un quarto della forza lavoro, pari a 460.400 occupati in meno, di cui 87.053 imprenditori e 373.374 lavoratori dipendenti.” Un quadro di estrema complessità quello con il quale è chiamato a confrontarsi il neoeletto gruppo dirigente del comparto edilizia, alla cui presidenza siede Rinaldo Biserni e alla vicepresidenza Samir Fiorentini. Tra i consiglieri eletti Eraldo Cucchi, Moreno Filipperi, Marta Marchi, Daniel Montanari e Marco Salvetti.
Difficoltà oltretutto più marcate proprio per le imprese artigiane, che rappresentano il 36,6% del totale delle aziende del settore e che, tra marzo 2014 e marzo 2015, sono calate del 2,7%.
In forte diminuzione anche i finanziamenti alle imprese di costruzioni: da marzo 2014 a marzo 2015 il credito erogato agli imprenditori è in flessione del 10,5%. Continua Valenti “a peggiorare la situazione della liquidità delle imprese sono i ritardi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. Anche quest’anno il nostro Paese continua a detenere il record negativo in Europa: gli imprenditori devono aspettare, in media, 144 giorni per vedere saldate le fatture dagli Enti pubblici. Contemporaneamente continua la flessione dello stock di mutui alle famiglie per l’acquisto di abitazioni: a maggio 2015 è diminuito dello 0,6% e ciò influisce sulle compravendite immobiliari che in un anno sono calate del 3,4%, con un calo più accentuato, pari a -5,8%, per le compravendite di immobili non residenziali.”
Per questo il Consiglio appena insediato ribadisce che per fronteggiate la situazione sia più che mai necessario puntare sull’attività di ristrutturazione, l’unica che al momento garantisce la sopravvivenza del settore. È, quindi, indispensabile rendere stabili e permanenti gli incentivi fiscali che consentono di raggiungere più obiettivi: rilancio delle imprese delle costruzioni, riqualificazione del patrimonio immobiliare, risparmio ed efficientamento energetico nonché difesa dell’ambiente ed emersione di attività irregolari.
 
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