Confartigianato - Comunicati
15/10/2012

La propensione al fare impresa motore dell’economia del nostro Paese

La provincia di Forlì-Cesena al decimo posto

 Il nostro Paese vanta un tessuto imprenditoriale che, nonostante la crisi, è tra i più vivaci del mondo. È il dato rilevato da Confartigianato, che evidenzia come, con 6,6 imprese ogni 100 abitanti, l’Italia sia in testa alla classifica dei Paesi a economia avanzata con il più alto tasso di imprenditorialità. Al secondo posto vi è la Francia con 4,1 imprese ogni 100 abitanti, seguita dal Regno Unito con 2,8 aziende per 100 abitanti. Se l’Italia fa registrare questa affermazione dell’imprenditoria, a livello mondiale, lo deve soprattutto all’artigianato che, con 1.448.867 aziende, spicca per la capillare presenza sul territorio italiano.

Secondo la rilevazione di Confartigianato, i distretti dell’artigianato sono diffusi ovunque in Italia, ma le aziende trovano un terreno particolarmente fertile in Toscana e nella nostra regione. Tra le prime dieci province per diffusione del tasso di imprenditorialità artigiana spiccano infatti Reggio Emilia al terzo posto e Forlì-Cesena al decimo posto della classifica nazionale. Un dato di rilievo che conferma le potenzialità del nostro tessuto produttivo. 
Chiarisce il segretario di Confartigianato Forlì Roberto Faggiotto “la propensione al fare impresa va sostenuta non soltanto nella fase di avvio, ma soprattutto durante la vita dell’azienda. Non è sufficiente puntare sulle start up innovative se poi in Italia continuano a permanere criticità sulla vita delle imprese che ne bloccano lo sviluppo e la capacità di generare occupazione.” Continua Faggiotto “tra i nodi da sciogliere in primis ci sono i tempi della burocrazia: solo per il pagamento di imposte e contributi gli imprenditori italiani impiegano 285 ore, contro una media europea di 209 ore. Ma non va meglio se pensiamo ai tempi della giustizia; sono ben 1210 i giorni necessari per la soluzione giudiziale delle controversie commerciali, più del doppio della media europea. L’Italia ha un grande patrimonio di micro e piccole imprese da tutelare, per questo chiediamo agli interlocutori istituzionali maggiore attenzione per rimuovere i vincoli e creare il contesto che valorizzi e renda maggiormente competitive, anche in ambito internazionale, le nostre aziende.”
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