Confartigianato - Comunicati
22/10/2012

Donne e lavoro: un rapporto complesso

Numerosi i vincoli che ancora limitano l’occupazione femminile

 In Italia la partecipazione femminile al mercato del lavoro è tra le più basse d’Europa, il tasso di inattività delle donne nel nostro Paese è del 48,5%, a fronte della media Ue del 35,1%. Un dato allarmante evidenziato dall’Osservatorio di Confartigianato che ha effettuato un’analisi sul rapporto donne e lavoro. 

Sebbene l’occupazione femminile abbia fatto registrare ad agosto 2012 un debole segno positivo con un +0,9%, la percentuale italiana rimane troppo distante dal livello europeo, senza dimenticare le marcate differenze regionali che ancora sussistono nel Paese. Nelle regioni del Mezzogiorno, in media, lavora una donna su quattro: la Campania fa registrare il record per il più basso tasso di occupazione femminile, sul versante opposto della classifica vi è, invece, la provincia autonoma di Bolzano, pari al 63%, al secondo posto l’Emilia-Romagna con il 60,9% e terza nella classifica delle regioni più virtuose la Valle d’Aosta con il 60,8%. A tenere distanti le donne dal mondo del lavoro vi è soprattutto il basso investimento in quei servizi di welfare che dovrebbero favorire la conciliazione tra attività professionali e cura della famiglia. Anche in questo caso il nostro Paese è nelle posizioni peggiori della classifica europea. Secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, la spesa pubblica per la famiglia è stata nel 2011 pari a 20,7 miliardi, pari al 4,6% dei 449,9 miliardi di spesa totale per la protezione sociale. Nel periodo 2007-2011 la spesa per la famiglia è la componente delle prestazioni di welfare che è cresciuta meno: l’incremento è stato di 1,3 miliardi, pari al +6,9%, vale a dire la metà rispetto all’aumento della spesa complessiva per il welfare in Italia. 
Fabiola Foschi responsabile di Donne Impresa Confartigianato Forlì commenta lo studio “pur in un contesto così problematico per il lavoro femminile, l’Italia mantiene però la leadership in Europa per il maggior numero di imprenditrici e lavoratrici autonome: 1.565.400, pari al 16,4% delle donne occupate nel nostro Paese, rispetto alla media europea del 10,3%.” Continua Foschi “le imprenditrici artigiane sono 367.895 e la provincia di Forlì-Cesena si colloca al 21esimo posto sulle 105 province oggetto dell’analisi per la presenza di titolari d’azienda donne sul totale delle imprese attive. Un risultato che premia il nostro territorio, dove, da sempre, l’obiettivo è l’eccellenza della rete di servizi.”
Altro dato significativo riguarda la connessione tra occupazione e istruzione. L’analisi indica la forte diminuzione (-8,5%) della presenza nel mercato del lavoro di donne con nessun titolo di studio, la licenza elementare e quella media. In particolare si osserva una correlazione positiva tra intensità della crescita dell'occupazione e titolo di studio: la variazione è del 3,6% per le donne diplomate e cresce all’11,3% per le donne laureate o in formazione post laurea.
 
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