Confartigianato - Comunicati
28/01/2013

La politica non metta in liquidazione le imprese

Cna Forlì-Cesena, Confartigianato di Forlì, Confcommercio Forlì e Confesercenti provinciale forlivese, rappresentanti di Rete Imprese Italia nel nostro territorio, aderiscono alla giornata nazionale di mobilitazione per riportare al centro dell’attenzione del sistema politico le richieste della piccola e media impresa. Con lo slogan “la politica non metta in liquidazione le imprese, Rete Imprese Italia non farà sconti” nella giornata di oggi, 28 gennaio 2013, sono stati organizzati su tutto il territorio nazionale momenti di sensibilizzazione sulle difficoltà vissute dal sistema delle pmi in Italia. Anche a Forlì, sono stati promossi alcuni interventi volti a far conoscere ai cittadini la situazione critica affrontata quotidianamente dai piccoli imprenditori alle prese con un fisco sempre più soffocante, con le difficoltà legate alle commesse di lavoro, le criticità nell’accesso al credito, il peso insostenibile della burocrazia e le infrastrutture non rispondenti alle esigenze di chi fa impresa. Per far conoscere l’iniziativa sono stati, infatti, affissi in tutto il comprensorio manifesti e locandine, mentre, in occasione del mercato cittadino di venerdì 25 e di lunedì 28, a  Forlì, sono stati distribuiti ai cittadini pieghevoli che illustrano la giornata.
L’intento di Rete Imprese Italia è di dare massima diffusione all’evento, per ricordare che l’artigianato e il commercio stanno pagando il conto più salato di questa lunga crisi, con pesanti ripercussioni sull’intero sistema economico. 
Chiariscono i vertici delle quattro associazioni “le imprese sono il luogo dove si creano ricchezza e nuova occupazione anche in tempi di crisi, con la chiusura di un’azienda vengono meno anche le prospettive di crescita per il Paese. Gli interventi del governo Monti erano indispensabili per mettere in sicurezza i conti pubblici e per rafforzare la fiducia nei confronti della capacità dell’Italia di onorare il proprio debito pubblico. Al tempo stesso la riduzione del costo del finanziamento del debito pubblico era necessario per riuscire a ridurre lo spread, consentendo all’Italia di recuperare fiducia e credibilità a livello internazionale. Il rovescio della medaglia è stato un’impennata della pressione fiscale complessiva e dei pesanti effetti recessivi che ne sono derivati: addirittura il reddito pro capite delle famiglie è tornato ai livelli di 27 anni fa.”
E continuano “vogliamo riportare al centro dell’agenda politica le richieste della piccola e media impresa, vero motore dell’economia del Paese. Pur in piena campagna elettorale ciò che manca da parte di tutti gli schieramenti è un progetto organico e chiaro che possa ridare fiducia a chi, quotidianamente, si scontra non solo con la crisi, che dal 2008 a oggi non ha mai allentato la presa, bensì con una pressione fiscale di oltre il 56% per i contribuenti in regola, una burocrazia che richiede a ogni impresa 120 adempimenti fiscali e amministrativi all’anno, nonché un sistema creditizio che, nell’ultimo anno, ha ridotto di 32 miliardi l’erogazione di finanziamenti alle aziende.”
Dati allarmanti che non possono lasciare indifferenti. “Il 60% dell’occupazione italiana dipende dalle piccole imprese, la politica non può pensare e agire tenendo conto unicamente della grande industria. Chiediamo maggiore attenzione alle imprese radicate nel territorio, che non si arrendono e che, quotidianamente, lottano per non cessare l’attività. Ciò per cui oggi manifestiamo è semplice: vogliamo un dialogo serio con chiunque governerà il Paese per i prossimi cinque anni, per definire assieme un percorso che coniughi rigore e crescita, equità e coesione sociale.”
Senza la piccola impresa il Paese non può sperare in un rilancio dell’economia nazionale, la politica deve prenderne atto.
 
Cna Forlì-Cesena
Il direttore generale Franco Napolitano
 
Confartigianato di Forlì Federimprese
Il segretario Roberto Faggiotto
 
Confcommercio Forlì
Il direttore Alberto Zattini
 
Confesercenti provinciale forlivese
Il direttore Giancarlo Corzani
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