Confartigianato - Comunicati
25/07/2013

Durt: un mostro burocratico e un nuovo onere per le aziende

“Il Durt è un nuovo  mostro burocratico. Un adempimento inutile e complicato, che rischia di dare il colpo di grazia alle imprese del settore costruzioni alle prese con una crisi profonda che, nel 2102, ha provocato la perdita di 122mila addetti e 61.844 aziende. Per questo chiediamo al Parlamento che venga cancellato.” Le motivazioni del giudizio fortemente negativo di Confartigianato sul Durt, il Documento unico di regolarità tributaria, introdotto con un emendamento nel Decreto del fare sono molto chiare e circostanziate. Chiarisce il segretario dell’associazione forlivese Roberto Faggiotto “in pratica le imprese appaltatrici e subappaltatrici, per poter essere pagate dai committenti, dovranno ottenere dall’Agenzia delle Entrate il Durt, il documento che attesta l’inesistenza di debiti tributari da parte dell’azienda. Un meccanismo assurdo con il quale, di fatto, si chiede agli imprenditori di comunicare periodicamente al Fisco i dati delle buste paga per consentire all’Agenzia delle Entrate di accertare che le imprese siano effettivamente in regola. Adempimento incomprensibile in quanto inutile per verificare il corretto versamento delle ritenute. L’obbligo per le imprese di versare le stesse è, infatti, indipendente dal diritto del contribuente di scomputarle dalla propria dichiarazione, una volta ottenuta la certificazione.” Con questo provvedimento viene contraddetta la volontà più volte dichiarata dal Governo di semplificare gli adempimenti a carico delle imprese e rischia di vanificare gli effetti degli incentivi varati dall’Esecutivo per gli interventi di ristrutturazione e risparmio energetico in edilizia. Per Faggiotto l’adozione dell’adempimento metterà a rischio il futuro di numerose imprese, causando un’ulteriore perdita di posti di lavoro. Conclude il segretario “negli ultimi cinque anni il comparto delle costruzioni ha registrato 360mila occupati in meno, con una riduzione degli investimenti pari al 38%. Subito dopo l’insediamento del Governo Letta, le parti sociali avevano presentato un documento per chiedere interventi a sostegno dell’edilizia, oggi, invece, ci troviamo a combattere con un provvedimento che aggrava una situazione già fortemente compromessa.”

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