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Fiscale e Tributario, Emergenza COVID-19

Per effetto di quanto stabilito dall’art. 24, DL n. 34/2020, a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa / lavoro autonomo, con ricavi/compensi non superiori a € 250 milioni nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del decreto in esame (in generale, 2019);

non è dovuto il versamento: del saldo Irap 2019; della prima rata dell’acconto Irap 2020.

Sono espressamente escluse dal Decreto, indipendentemente dal volume di ricavi: gli intermediari finanziari (banche), le società di partecipazione finanziaria e non finanziaria, le imprese di Assicurazioni e le Amministrazioni Pubbliche.

Fermo restando il pagamento per l’acconto dovuto per il 2019, il saldo 2019 escluso da versamento è pari all’eventuale eccedenza a debito emergente dalla dichiarazione Irap 2020. Lo sconto fiscale, quindi, è effettivo soltanto in presenza di un saldo 2019 a debito, circostanza che, di regola, ricorre solo per i soggetti che, nel 2019, abbiano incrementato il valore della produzione netta rispetto al 2018 (e, dunque, vantino un’IRAP dovuta per il 2019 superiore a quella dovuta per il 2018).

La prima rata esclusa dal versamento va determinata in misura pari al:

40% dell’acconto complessivamente dovuto, per i soggetti estranei agli ISA;

50% dell’acconto complessivamente dovuto, per i soggetti ISA.

Si ricorda che lo sconto della prima rata di acconto IRAP per il 2020 è un’agevolazione di tipo economico e non di tipo finanziario, ovvero la prima rata non sarà più dovuta neanche a titolo di saldo nella Dichiarazione Irap 2021.