Lavoro

Legge di Bilancio 2026: novità riguardo l'imposta sostitutiva sugli aumenti retributivi

Per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e incentivare la produttività, la Legge n. 199/2025 introduce una misura fiscale agevolativa sugli aumenti retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi nel settore privato.

Limitatamente all’anno 2026, gli incrementi retributivi riconosciuti ai lavoratori dipendenti del settore privato a seguito di rinnovi contrattuali sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026 saranno assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5%, in luogo dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.

In base alla formulazione utilizzata dal Legislatore, pare che l’imposta sostitutiva possa legittimamente applicarsi ai soli incrementi retributivi che spettano ai lavoratori nel corso dell’anno 2026, con decorrenza da un qualsiasi mese dell’anno 2026. Non si ritiene, invece, applicabile la detassazione agli aumenti spettanti nel 2026 la cui decorrenza è antecedente al 2026 tuttavia si resta in attesa degli opportuni chiarimenti.

Si fa presente che rientrano nella misura tutti i contratti collettivi di lavoro, a qualsiasi livello (nazionale, territoriale o aziendale) e stipulati da qualsiasi associazione datoriale e sindacale, restando quindi esclusi gli aumenti retributivi derivanti da accordi individuali tra datore di lavoro e lavoratore.

Chi può beneficiarne
L’agevolazione spetta ai lavoratori che nel 2025 hanno percepito un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro. Il lavoratore può rinunciare, con atto scritto, al regime di imposta sostitutiva e optare per la tassazione ordinaria, qualora questa risulti più conveniente.