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Alimentazione

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 il DPCM 24 ottobre 2020 che stabilisce ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. All’art. 1 ove sono stabilite “Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale”, sono previste al comma 9 lettera ee) le nuove disposizioni relative alla ristorazione, che modificano ulteriormente quanto già stabilito con il DPCM del 18 ottobre scorso.

Per gli esercizi di ristorazione di cui al codice ATECO 56 (bar, ristoranti gelaterie, pasticcerie, pizzerie, rosticcerie, friggitorie, take-awai etc.) l’orario di inizio è fissato alle ore 5,00 con termine alle ore 18,00 per il consumo sul posto sia per quelle che effettuano consumo al tavolo, indipendentemente dalla fornitura o meno di un apposito servizio, che per quelle che non lo hanno, prevedendo per ogni tavolo una presenza massima di 4 persone, salvo il caso in cui siano tutte conviventi. Dopo le ore 18,00 fino alle ore 24,00 resta permesso l’asporto dei prodotti con la misura del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e con il divieto di consumare i prodotti sul posto nonché nelle immediate vicinanze dei locali di vendita, sempre al fine di evitare assembramenti. In questo caso è consigliabile indicare alla clientela tramite apposito cartello che nei locali non è possibile effettuare consumo sul posto dopo le ore 18 e consentita la sola vendita per asporto. Deve essere data comunicazione all’ingresso del locale del numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale secondo quanto prevedono protocolli e linee guida.

Laddove nel locale siano a disposizione posti a sedere il numero delle persone ammesse risulta uguale a quello dei posti, mentre nel caso in cui non vi siano potranno accedere clienti per un numero rapportato alla dimensione del locale, in modo da garantire almeno un metro di distanziamento tra le persone presenti per il consumo in piedi o per l’asporto. Confermata l’attività di consegna al domicilio per cui non sussistono limiti orari allo svolgimento delle stessa adottando le necessarie misure igienico-sanitarie nella fase di confezionamento e trasporto degli alimenti. Nei luoghi pubblici e aperti al pubblico comunque dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande mentre la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive resta consentita senza limiti di orario ma a favore dei soli clienti, lì alloggiati. Anche le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale continuano ad essere permesse con le solite precauzioni del distanziamento interpersonale di un metro.

Viene confermata l’apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande ubicati nelle aree di servizio autostradali, negli ospedali e negli aeroporti, nel rispetto delle distanze interpersonali di almeno un metro.

Comunque tutte le attività di cui sopra presuppongono una preventiva verifica da parte delle Regioni e delle provincie autonome della situazione epidemiologica locale che permetta il normale esercizio delle attività stesse. Devono inoltre essere adottate le misure precauzionali contenute nei protocolli o linee guida redatti dalle stesse regioni o dalla Conferenze delle regioni e delle provincie autonome in conformità ai principi dettati da protocolli o linee guida nazionali ed in coerenza con i Criteri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020.