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Fondamentale l’apporto delle giovani generazioni per preservare l'artigianato made in Italy

In occasione della Giornata nazionale del Made in Italy che si celebra il 15 aprile, Confartigianato di Forlì vuole sottolineare il valore dell’artigianato manifatturiero, che nel nostro territorio vanta numerose eccellenze. Le imprese dei settori Alimentare e bevande, Abbigliamento e moda, Arredo e legno, Automazione e meccanica, riassunti nelle cosiddette “4 A”, sono fra le espressioni più caratteristiche del Made in Italy a vocazione artigiana, capace di unire tradizione e innovazione e di distinguersi per qualità, creatività e capacità produttiva. Come chiariscono i vertici dell’Associazione forlivese “questo solido patrimonio di competitività si scontra oggi con le gravi minacce di uno dei più forti shock energetici degli ultimi decenni generato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del conseguente rapido aumento dei prezzi di gas, elettricità e carburanti. L’economia globale è messa sotto stress, ma la situazione rischia di essere particolarmente grave in Emilia-Romagna. Nei settori oggetto dell’analisi operano circa 35 mila imprese, che occupano 370 mila addetti, con una forte presenza dell’artigianato, oltre la metà delle imprese (57,3%), collocando la regione tra le prime dieci in Italia per maggiore vocazione artigiana in questi settori.” L’artigianato annovera oltre 20 mila imprese e circa 67 mila addetti, pari al 18,2% dell'occupazione complessiva dei quattro settori.

Continuano “a livello territoriale emergono alcune province con una maggiore specializzazione produttiva: a Forlì-Cesena gli addetti delle “4 A” rappresentano il 5,5% dell’occupazione provinciale, seguita da Ferrara (5,3%), Reggio Emilia (4,4%) e Modena (4,3%), aree in cui queste filiere continuano a rappresentare un pilastro fondamentale del sistema economico locale.”

La dirigenza di Confartigianato conclude “una delle principali sfide per l’artigianato d’eccellenza, apprezzato anche dai mercati internazionali, riguarda il ricambio generazionale, tema strettamente legato alla disponibilità di competenze adeguate a sostenere un’offerta di qualità, innovativa e sostenibile. Come abbiamo avuto recentemente modo di dibattere con il consulente Lucio Zanca, per garantire continuità e sviluppo a questi settori è fondamentale avvicinare i giovani, per preservare e trasmettere un patrimonio di competenze tecniche che rappresenta una componente chiave della nostra identità produttiva e culturale.”

10 aprile: il patto fra generazioni al centro di un approfondimento con Lucio Zanca

Confartigianato promuove l’evento “IL FUTURO HA BISOGNO DI MANI E DI MENTI. Il patto tra generazioni è il vero capolavoro dell’impresa artigiana” venerdì 10 aprile alle 20.30 al Teatro Diego Fabbri con la partecipazione del relatore Lucio Zanca, consulente e temporary manager. Mauro Collina, segretario dell’Associazione forlivese sintetizza le ragioni che hanno portato a promuovere una serata di riflessione sulle giovani generazioni e il loro rapporto col mondo del lavoro “il tasso di disoccupazione è al minimo storico. Un dato sicuramente positivo, a cui si aggiunge una lieve attenuazione del fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto se qualificato. Ma non è così per tutti. Più critica, infatti, è la situazione per le micro e piccole imprese, col 50,5% di personale mancante.” Sebbene l’inverno demografico sia una delle cause, non è sicuramente la sola.

Continua Collina “sulla difficoltà di reperimento influisce un ampio set di fattori, dai percorsi scolastici e formativi, a quelli economici e sociali. Pesa anche l’inattività dei giovani, che restringe il campo dei candidati. Se il 35,7% delle entrate nell’artigianato risulta di difficile reperimento per mancanza di candidati, il 18,9% lo è per preparazione inadeguata. Occorre avviare un confronto tra mondo del lavoro, famiglie, istruzione e naturalmente i giovani. Con Lucio Zanca parleremo di desideri, di sogni, di motivazione.” Nel corso della serata Zanca cercherà di dare risposta ad alcuni quesiti: cosa cercano davvero i giovani? Cosa chiedono le imprese? Perché la distanza tra generazioni è diventata uno dei nodi più delicati — e più decisivi — per il lavoro e per il futuro dei territori? Zanca accompagnerà i presenti in una riflessione concreta e coinvolgente su come costruire un patto efficace tra generazioni. Chiarisce infatti il relatore “con un patto tra generazioni le imprese si rafforzano. Con il dialogo i territori prosperano. Con generazioni che collaborano il passaggio diventa crescita. Con la fiducia, l’impresa diventa scuola di responsabilità e il lavoro torna a essere desiderabile. Con l’alleanza tra esperienza e contemporaneità il futuro non si aspetta: si affronta, insieme.” Per partecipare all’evento gratuito è necessario iscriversi, comunicando la propria presenza a Paola Bartolini bartolini@confartigianato.fo.it salvo esaurimento dei posti disponibili.

Artigianato alimentare, a Pasqua la tradizione sfida i rincari

A Pasqua i dolci della tradizione trionfano a tavola. E le imprese artigiane sono leader della produzione con l’attenzione alla qualità delle materie prime, al dettaglio e al gusto. Il pranzo delle feste si arricchisce, infatti, dell’offerta dei 330 prodotti agroalimentari a marchio DOP, IGP e STG, dei 530 vini DOP e IGP e dei 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali. In particolare la parte del leone spetta a pasticceria e panificazione con 1.699 prodotti, pari al 29,7% del totale. Accanto alla qualità dell’offerta, l’artigianato dolciario si confronta con alcune criticità rilevanti: permane una elevata difficoltà nel reperimento di personale qualificato, mentre persistono le pressioni sui costi di alcune materie prime, in particolare cacao e cioccolato. A queste tensioni si aggiungono i timori per una escalation dei costi dell’energia, alimentati dalle recenti dinamiche della guerra del Golfo, con possibili ripercussioni sull’equilibrio economico delle imprese. Alberto Camporesi, vicesegretario di Confartigianato di Forlì e coordinatore dell’attività sindacale dell’associazione, spiega “nel 2025 si registrano entrate di pasticcieri, gelatai​, panettieri e pastai artigianali per 28.610 unità, in calo rispetto alle 29.910 del 2024. Rimane tuttavia molto elevata la carenza di lavoratori specializzati: le entrate difficili da reperire sono 16.010, pari al 56%, una quota che rimane elevata nonostante una diminuzione rispetto al 58,7% del 2024.” Tra le principali regioni con almeno mille entrate previste, la difficoltà di reperimento più elevata si osserva in Emilia-Romagna (74,6%), seguita da Lazio (68,9%) e Veneto (65,8%). Continua Camporesi “nella produzione dei dolci di pasticceria ​i​nsistono tensioni sui costi di alcune materie prime, in particolare per il cacao e il cioccolato. A febbraio 2026 si sono registrati rincari significativi per il cacao in polvere (+17% su base annua), il caffè (+12,9%) e il cioccolato (+6,8%). ​Sul fronte dei prezzi al consumatore, i prodotti di gelateria e pasticceria segnano un aumento del 3,1% su base annua, a causa dell’aumento dei costi. Chiaramente, per i prodotti con un maggiore utilizzo di materie prime il cui costo è soggetto a una maggiore pressione – come le uova di cioccolato – i prezzi al consumo possono presentare una dinamica più marcata.”

Capitale della Cultura 2028. Confartigianato Forlì “la città non perda l’entusiasmo mostrato nella competizione”

“La mancata nomina di Forlì-Cesena a capitale italiana della Cultura 2028 ci rammarica, ma, al tempo stesso, tutto il lavoro fin qui svolto ci fa ben sperare in una rinnovata vitalità della nostra Provincia.” Il presidente di Confartigianato di Forlì Luca Morigi e il segretario Mauro Collina sono concordi nell’affermare che il progetto dedicato ai sentieri della bellezza non debba essere messo da parte, ma sia l’opportunità per dare un nuovo impulso al nostro territorio. “La capacità di coesione messa in campo in questa occasione non deve affievolirsi, l’identità culturale dei luoghi non ha nulla a che vedere con le logiche di campanile e l’impegno profuso dalle amministrazioni di Forlì e di Cesena per la candidatura unica è la dimostrazione che assieme si può andare lontano.” E continuano “viviamo in un territorio di straordinaria bellezza, che in pochi chilometri sa offrire ogni tipo di paesaggio, dal mare, alla collina, sino alla montagna. Possiamo vantare una ricchezza artistica e culturale molto forte, con unicità che sono note anche oltre i confini nazionali, unite a una tradizione enogastronomica di eccellenza. Il traguardo sfumato è solo un momentaneo stop, dobbiamo continuare a lavorare per valorizzare e incrementare il nostro patrimonio.” La candidatura è stata anche l’occasione per riportare la provincia alla ribalta nazionale, superando le selezioni del Ministero della Cultura, assieme ad altre nove realtà “ci complimentiamo con la vincitrice, riconoscendo l’ottimo lavoro svolto da Ancona, ma siamo convinti che Forlì-Cesena saprà trovare la propria rivalsa, capitalizzando quanto fin qui progettato e messo in campo, facendo tesoro dell’esperienza vissuta. Abbiamo visto nascere e crescere un sogno, che ha portato varie realtà a collaborare fattivamente, auspichiamo che questa modalità diventi sistemica, consapevoli che i nostri luoghi non hanno nulla da invidiare a chi si è fregiato del titolo in questi anni.”

"Le imprese in un mondo in conflitto" incontro con Galeazzo Bignami

Confartigianato Forlì, Cesena e Rimini promuovono un incontro per comprendere come la guerra nel Golfo stia incidendo sulla nostra economia. “La situazione in Medio Oriente sta creando la più grande interruzione dell’approvvigionamento nella storia del mercato petrolifero globale. E le tensioni sui mercati internazionali si stanno già riverberando sui prezzi retail dei beni energetici.” Mauro Collina segretario di Confartigianato di Forlì, commentando i dati dell’ufficio studi di Confartigianato sugli effetti della guerra in Iran, spiega le ragioni che hanno portato a organizzare, domani giovedì 19 marzo alle 18, un dibattito con l’onorevole Galeazzo Bignami dal titolo "Le imprese in un mondo in conflitto". “Secondo gli ultimi dati disponibili, l’indice di riferimento del prezzo sul mercato del gas italiano è del 36,5% superiore alla media di febbraio così come il prezzo all’ingrosso dell’elettricità registra un +24,1%. Il prezzo del gasolio self-service, in media nazionale sale a 2,074 euro/litro, un livello del 20,3% superiore al prezzo del 27 febbraio, giorno antecedente l’attacco all’Iran da parte degli Stati Uniti e di Israele.” L’Iran e gli altri paesi del Golfo detengono rilevanti stock di risorse minerarie, la cui riduzione dell’offerta potrebbe accelerare il trend di crescita dei prezzi, già rilevato prima dello scoppio della guerra: secondo le rilevazioni della Banca mondiale a febbraio 2026 l’indice delle quotazioni di metalli e minerali – valutato in dollari e comprendenti alluminio, rame, minerali ferrosi, piombo, nichel, stagno e zinco – registra un aumento del 23,8% su base annua.

Continua Collina “una crescita dell’inflazione rende probabile una stretta monetaria, con il rischio di una gelata sulla ripresa del manifatturiero e di un ulteriore freno alla domanda di lavoro, già in fase di rallentamento. Senza sottovalutare l'incognita del crollo delle esportazioni italiane in Medio Oriente, che solo in Emilia-Romagna valgono 3.497 milioni.” A fronte di questa incertezza le imprese chiedono chiarezza “per comprendere meglio le prime risposte del Governo, Confartigianato di Forlì e di Cesena organizzano un confronto con l'onorevole Bignami, Capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d'Italia, domani, nella sede dell’associazione cesenate, in via Ilaria Alpi 49 a Cesena. Un’utile occasione di ascolto e di dialogo aperto a tutti gli associati.”